Must be careful!
target="_blank">
I brani pubblicati in questo blog sono protetti da una Licenza Creative Commons. Guai a chi ne farà uso inappropriato senza aver chiesto prima alla sottoscritta autrice.
.Sparkle.
mpi |
Distorta Immagine Di Me
Una discarica di pensieri andati a male. Sangue putrefatto che sgorga da vene tranciate senza ritegno. Ombra sfigurata di un corpo senza vita. Anima annodata al polso come laccio emostatico. Lacrima indelebile di un bimbo solo. Urla soffocate nella notte. Dolcezza disarmante. L'unione del nulla con l'immortalità.
.Disprezzo.
L’egoismo in assoluto. Le illusioni che scaldano il cuore aspettando il momento giusto per ucciderlo. Le delusioni. Spesso me stessa quando guardandomi allo specchio non riesco a vedere niente.
.Amo.
Amore spasmodico il mio. Poche ma buone le cose che amo davvero nel profondo. Scrivere. Leggere. I pochi sorrisi davvero sinceri che solo due persone riescono a far venire fuori. Il calore di un abbraccio. E la pioggia sotto la quale sogno baci a strapparmi il cuore.
.Battiti irregolari.
.Ricordati di me.
Mani Invisibili
*loading* anime hanno sfiorato le mie membra
.Parte indissolubile di me.
*.PezzoDiCuore.*
.La Mia Me Più Vera.
.La Mia Nico.
50ftqueenie
AnImA EsTrAnIaTa
AyAs
Dolce Eleonor
Dolce_Tesoro*
Etera*
FattaDiSogni
IgOr
JimShaman
LadySnowWhite
Lady_Morph3a
LibellulaDiCristallo
LovelyAngel
Me On Deviantart
MySpace
NoNnEtTa
Pietro Presti
PoetaNotturno
RossoVenexiano
XxFrozenHeartxX
xxnecrodaimonxx
Time to time.
Non si può tornare indietro
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
il NoStRo animaletto
Thanks to
Per questo template ringrazio
DarkGunS
Ho strappato i pensieri ad uno ad uno
Come spilli conficcati nella carne.
Ad uno ad uno li ho leccati
Sporchi del mio sangue senza volto
In un istante ho ricordato la violenza.
La paura di cadere dal dirupo
E perdere la tua mano che sfiora la mia
Dimenticando che forse mai potranno sfiorarsi
Ho sognato ali di libellula sulla mia schiena inarcata dal dolore
Speranza mozzata dall’amara consapevolezza che per sempre i miei piedi radice diverranno in questa terra.
Ho assaggiato lacrime e ciglia finte
Cercando di ricucire l’imene della mia esistenza puttana.
Ho aspettato il tuo arrivo
Nell’illusione di quel flash che mi ha salvata da un burrone senza fine
Le mie gambe appese al vuoto nel delirio sconnesso di ricordi precostituiti
Ho ascoltato il mio cuore recidersi le arterie
E gli occhi incavarsi all’interno.
Le mie mani atrofizzate strappare le pagine di un libro
che presto sarà tuo e solo tuo.
Ti ho amato in ogni pagina.
In ogni parola.
Nelle stille argentate che sul foglio riversavo, bagnandolo.
Ti ho amato ancora di più rialzandomi
Sfiorando l’erba bagnata e ascoltando il rumore delle ossa rompersi.
Onde del mare tra legamenti infiammati
che nel mio corpo vanno e vengono.
Sul cardiaco mio muscolo il tuo nome con il sale ho inciso
Lucciola che a fatica nascondo nel riverbero delle mie sporche vene.
Corrodi la poesia dei miei versi, corpo sacro di realtà parallele.
Fondamento sei di un futuro che non conosco
e sui palmi miei feriti assaggi l’essenza di una me perduta.
Nell’incolmabile tua distanza che al tempo mi lega,
avrei voluto solo sfogliare il mio corpo e imparare a leggerne ogni gesto imperfetto.
Per regalare a te,
il suo segreto più nascosto.
____

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla maggio 11, 2008 22:14
riempi il suo vuoto commenti (20)
In:
Catartiche emozioni in flussi di coscienza
su ali immobili di demoniache santità.
Mari in tempesta genuflessi agli avversi dei
che di Ulisse beffa si presero.
Strappo ricordi e annodo al dito le illusioni,
che di bianca e fresca esecuzione come neve si sciolgono
sul calore ardente del mio cuore innamorato.
Inghiotto sabbia negli amari deserti del dolore
cercando di annoverare la mia spasmodica sete.
Gola recisa da un turbinio di dita nella tiroide brutalizzata,
carne viva che lacera l’imene della mia esistenza
come boia che in ginocchio ti riduce.
Dall’orgasmo tra Tenebra e Amore
io sono nata,
portavoce dell’irreale contrastante sentimento di autodistruzione.
Eterotrofo parassita che nelle cellule mie s'insinua,
ingurgitando infetti organuli di veleno macchiati.
Burattino senza fili dagli occhi color catrame, il mio corpo,
che argentee ali ricerca scrutando l'infinità dei cieli.
Invoco la mia voce tra nere ombre suoi muri intessute
a irrompere il vitreo silenzio che del mio respiro si impossessa.
Organiche urla carbonizzano un’altra notte senza sonno
e le mie mani nel vuoto precipitano cercando te, immagine in carne.
Sospesa su un filo di seta,
cavalco l’onda di un sogno
da dama corte vestita
mascherando lo sguardo spento di abbandono.
Squarcio la distanza
divorando gli istanti da tempo inconsistente generati.
Vivo claustrofobica attesa da amare lacrime cibata,
e l’Orlando mio furioso nel turbinio psichedelico di dolce follia ritrovo,
a designar con me la mancata vista
che Amor malamente ci tolse.
________

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla aprile 30, 2008 23:03
riempi il suo vuoto commenti (31)
In:
Mi ammalo di dolore
tra spasmi ancestrali di demoniache notti senza sonno
Cupi dissidi perdendomi
nel buio dell’oscura fine.
Note stonate di un dna geneticamente modificato.
Oscura macchina da guerra divento
mentre la lingua si inarca chiedendo voluttà
e amari piaceri.
Soddisfa le sue voglie
violenta l’ingenuità vergine,
eterea speranza morta sulle tue parole.
Marmorea ballerina in un cofanetto di legno incastrata
doni fragili note di cielo impregnate
in un volteggiare infinito
tra emozioni interrotte.
Di spente tachicardie ti cibi
cullando narcotiche lacrime
gravide di deludenti e sfiniti amori.
Dell’ultimo battito conosci l’essenza
e l’acuto timbro che come fuoco la pelle incide
nell’ultimo divino respiro
esalando l’anestetica apatia fatta di illusione.
Padrona sei di rosse labbra socchiuse nel pronunciar
ti amo palpitanti.
Schiava di falliti sognatori
che le tue mani assaggiano
cercando il fine ultimo del loro peregrinare.
Le sublimi tue disarmoniche melodie,
il mio pugnale sono,
affondando con accordi dissonanti
il pentagramma mio cardiaco
che esile riproduce
la delirante musica di dolore drogata
e l‘archetto stridendo sulle corde mie spezzate
la storia di un altro frantumato amore, intona.
_____________
[e domani parto e sarò da lei. E domani parto e sarà felicità. E niente più mi interessa che quell’abbraccio che da tempo desidero.]
nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla aprile 23, 2008 19:23
riempi il suo vuoto commenti (23)
In:
Vieni a recidere le spine di questa rosa acerba
che nella carne si conficcano come aghi dorati
sul sentiero di sporche vene,
a intinger il bulbo del proprio male.
Amplessi immacolati nel vermiglio mio sangue
saziano la loro esausta sete
svuotando il sentimento che di veleno muore.
Gravide lacrime in cupi dissidi
per l’amor che nel cuor ancora brucia,
e un sol tormento mi divora i sensi prima della resa.
____________

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla aprile 14, 2008 19:43
riempi il suo vuoto commenti (38)
In:
Il cielo è terso di nuvole
sulla mia città senza volto.
Cori di angeli si susseguono
rincorrendo volteggianti emozioni,
che il cuore distruggono
come lama su gole infantili.
Non ho sentito pioggia infiammare
la pelle mia bianca,
solo fitta nebbia che ogni particella di me
nascondeva,
mostro dai mille colori.
Non ho parole
che acqua santa sulla mia lingua
possa disciogliere.
Solo silenzi
che si inarcano sul palato
di questo sentire ultimo
tra spasmi di attimi gravidi di dolore.
Non cerco sostanza in questo precipitare,
solo un buio che accolga ogni nera speranza
sotto i raggi di una luna inesistente.
Ascolta il cuore sussultare
nell’infarto suo funesto
tra urla distorte che nessuno mai percepì.
Cerco il volto della notte per sputargli contro,
carnefice reincarnazione di una divinità
che di lacrime si ciba e
di solitudine si fa madre.
Orfana del mio destino
senza sorrisi distorti
su labbra sbiadite.
Cavalco sentieri ignoti
su sabbie mobili e cannibali affamati
che del mio corpo voglion assaggiar il sapore.
So di sale e so di miele
sulla pelle mia ruvida
che graffi senza affanno.
Sangue letale
come fiume discende dalle ferite ancora aperte.
Alcool etilico sei,
che ad ogni secondo incidi.
Cicatrici profonde
sul bianco candore della mia carne
come figlie illegittime nascono
dal ventre di questo buio.
Affetto materno
che la luce perse
nel gelo del silenzio.
Ed è una notte senza stelle
questa vita.

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla aprile 08, 2008 23:00
riempi il suo vuoto commenti (22)
In:
Veleno sul mio sangue morto
Nel silenzio che evapora accoppiandosi violentemente al gas nitrico che respiro
Ingoio lacrime presso la sorgente del mio male sfumato.
C’è solo violenza in questo divorarsi.
Strapparsi il cuore a morsi,
ingoiarsi.
Sentirsi sotto la pelle.
Provare ad amarsi.
Non perdersi nell’abbandono che segue la sbornia di dolore.
Ubriacarsi di lacrime e morire ancora.
Il cuore nel fegato sventrato di ogni sofferenza.
E finisce così.
Nel ricordo di chi sa scoprirsi vuoto.
Solo con le spine conficcate nel catrame dell’immenso.
L’amore a dilatarne l’angoscia.
Ferita senza lama inflitta dall’interno.
Non cadere.
nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla aprile 02, 2008 23:29
riempi il suo vuoto commenti (20)
In:
O funesta tentazione che tra le bianche cosce
i miei sensi arresti,
lenta ti sciogli nel piacere più oltraggioso che mi fu dato.
Amante prelibato sul mio banchetto d’ossa.
Mai fu tenerezza ciò che provai,
ma solo torbido e violento desiderio.
__________

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla marzo 29, 2008 15:43
riempi il suo vuoto commenti (17)
In:
Un orologio.
Fermo.
Segna le 8:45.
Anni fa ornava il tuo polso magro e stanco,
e tu lo guardavi inseguendo il tempo.
Che ti sfuggiva via.
Come vento tra i capelli.
La lancetta dei secondi correva veloce,
e ogni ‘tic’ sfregiava il tuo viso con una nuova ruga
e ogni ‘tac’ accompagnava i battiti del tuo cuore triste.
Mi sembra di vedere il tuo viso riflesso sul quadrante,
in preda all’ansia di finire la giornata nel migliore dei modi.
Lo annuso.
Sperando che tra l’argento che adorna il cinturino,
sia rimasto un po’ del profumo che con cura strofinavi,
facendo aderire la giuntura delle mani l’una all’altra.
Lì, dove la pelle è più bianca,
e le vene pulsano.
Lì dov’era bello annusarti e baciarti.
Immagino te al volante della tua macchina,
mentre ferma ad un semaforo,
scruti con la punta dell’occhio i minuti che passano
e già nella tua mente proietti l’agenda virtuale delle cose da fare.
E così ti perdevi.
Piangendo di nascosto il tempo perduto.
Accantonando i sogni che nutrivi con rabbia e speranza.
Lottando.
Soffrendo.
Continuando a sorridere.
Nel tuo sangue,
oro.
Nella tua anima,
vita.
Nel tuo cuore,
dolore.
Nei tuoi occhi,
la dolcezza.
Vorrei che i tuoi deceduti muscoli parlassero.
Raccontassero di cosa mai si nutrivano.
Di quale coraggio si facevano padri.
Con quale forza,
sopravvivessero al dolore.
Lontano dal mare.
Sotto ferri e vane illusioni.
Circondati da effimeri amori senza scorza.
Uniti da destini malvagi.
Mentre la morte circolava nelle arterie per sentirsi viva.
Svegliati.
Adesso.
Dimmi.
Quando quell’orologio si è fermato.
Cosa.
Hai provato in quell’istante.
Perché.
Le tue lacrime sanno di zucchero.
Perché.
Il tuo sapore rimane sulle mie dita.
Ricordo la neve.
E i tuoi polsi vuoti.
Ricordo quei proiettili bianchi discendere dal cielo
a bombardare i vetri delle nostre preghiere.
E il tuo capo deserto.
Ricordo i tuoi occhi.
Senza paura.
Mentre tutto cadeva.
E in quel letto ti scioglievi,
come il bianco che i tetti delle case guarniva.
L’ultimo saluto.
Tra le lacrime.
L’ultimo sguardo.
Tra carezze.
La fine.
Senza saperlo.
È bastato un istante.
Voltarsi un attimo.
Perché tutto finisse.
Come inverno sotto i raggi del sole.
Ed il mio tempo.
Colava via.
Come c’era liquida sulle pareti del mio essere.
Il freddo di un momento.
Il ghiaccio di un viaggio.
Perché si fermasse.
Del tutto.
.per sempre.

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla marzo 25, 2008 13:24
riempi il suo vuoto commenti (25)
In:
Non puoi immaginare.
Le note.
Nel silenzio.
Di te stesso.
Ritrovarti.
Mentre un pianoforte suona.
La gioia provata.
Non puoi capire.
La commozione.
Negli occhi.
La meraviglia.
Nel cuore.
Svanire tra gli accordi.
Tesa.
Come il peso che i tasti pressava.
Dimenticando.
Il mondo.
Nel resto.
Il mare.
Sconosciuto.
Le nuvole.
Create.
Il vortice che culla.
Le carezze nell’anima.
La morte dei sensi.
La rinascita del ricordo.
La rosa che appassita risorge.
Nel silenzio.
Di te stesso.
Nel buio.
Oltre l’immenso.
Nelle mie corde spezzate.
Nella vacuità di un’anima perduta.
Ludovico Einaudi suonava.
E io vivevo.

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla marzo 19, 2008 13:43
riempi il suo vuoto commenti (32)
In:
E mi sentivo come un feto i cui occhi erano quelli di una madre che ancora non conoscevo eppure amavo.
Cieco dentro un grembo smorto che la natura aveva rimpicciolito.
Udivo voci e rumori e già odiavo il mondo attorno a me.
Sentivo come se una lama stesse sventrando il ventre in cui mi nascondevo.
Lame taglienti che sprofondavano lacerando la carne.
E qualcuno mi strappò al caldo abbraccio di un'intimità che il gelo non avrebbe mai potuto conoscere.
E fu luce.
E fu vita.
E furono lacrime.
E furono sorrisi.
E fu la prima volta in cui ebbi paura di nascere.
________________

nuvoladipioggia ha soffocato le sue urla marzo 11, 2008 17:09
riempi il suo vuoto commenti (17)
In:
|
Pagine |